Giugno è stato un mese molto caldo, con poca pioggia e temperature alte. Uno di quei mesi che ricordano quanto la vigna sia un organismo vivo, capace di adattarsi, ma anche bisognoso di attenzione continua.
In campagna non esistono settimane uguali. Ogni stagione porta con sé equilibri diversi: la pioggia, il caldo, il vento, l’umidità, la vigoria delle piante, lo sviluppo dei grappoli. Tutto cambia rapidamente e ogni intervento deve essere pensato in base a ciò che la vigna sta esprimendo in quel momento.
Quest’anno, per fortuna, il caldo di giugno non ha creato particolari danni. La nostra è una zona conosciuta come terra delle acque: siamo vicinissimi al Po e al fiume Secchia, in un territorio che nei secoli è stato modellato dall’acqua, dai suoi passaggi e dai suoi depositi.
Da qui nascono i nostri terreni alluvionali: suoli profondi, capaci di trattenere umidità e di aiutare le piante a sopperire alla mancanza di pioggia. È una caratteristica preziosa, soprattutto nelle annate più asciutte, perché permette alla vite di affrontare meglio i momenti di maggiore stress idrico.
Questo non significa che si possa abbassare la guardia. Al contrario, proprio nelle annate calde diventa fondamentale osservare la vigna ogni giorno e intervenire con precisione, senza forzare, cercando di mantenere il giusto equilibrio tra vegetazione, grappoli e microclima interno della chioma.
In queste settimane ci siamo concentrati molto sulla gestione del verde, uno dei lavori più importanti dell’estate.
Abbiamo effettuato la defogliatura a nord, cioè sul lato meno esposto al sole diretto. Questo ci permette di favorire il passaggio dell’aria tra i grappoli, riducendo il rischio di ristagni di umidità, senza però esporre l’uva alle scottature causate dal sole più forte.
La defogliatura non è un lavoro automatico: va fatta con attenzione, valutando esposizione, andamento climatico e stato della pianta. Togliere troppe foglie può essere rischioso, soprattutto in un’annata calda; lasciarne troppe, invece, può creare una chioma troppo chiusa, dove l’aria circola poco e l’umidità rimane intrappolata.
Abbiamo poi proseguito con la pulizia del verde, eliminando i nuovi rami che crescono in modo eccessivo e sottraggono energia alla pianta. Questi germogli, se lasciati sviluppare troppo, rendono la chioma più fitta e vigorosa, ostacolano il passaggio dell’aria e possono favorire condizioni più umide all’interno della vegetazione.
L’obiettivo non è “spogliare” la pianta, ma accompagnarla. Aiutarla a distribuire meglio le sue energie, mantenere una buona aerazione e creare le condizioni perché i grappoli possano maturare in modo sano e graduale.
Sono interventi manuali, ripetitivi, spesso faticosi, ma fondamentali. È in questi lavori, silenziosi e poco visibili, che si costruisce una parte importante della qualità dell’uva.
In parallelo, abbiamo effettuato i trattamenti di copertura, utilizzando anche estratto di equiseto e olio essenziale di arancio, per aiutare la pianta e contrastare l’insorgenza di funghi e muffe.
L’equiseto è una pianta conosciuta da tempo per il suo contenuto in silice e per la sua azione di supporto alla resistenza naturale della vite. L’olio essenziale di arancio, invece, viene utilizzato come coadiuvante nella difesa, soprattutto per contribuire a contenere lo sviluppo di patogeni fungini.
Per noi questi trattamenti fanno parte di un approccio che cerca di prevenire prima di curare: osservare, intervenire al momento giusto, mantenere la vigna arieggiata e ridurre il più possibile le condizioni favorevoli allo sviluppo di muffe e malattie.
Per ora le cose stanno procedendo bene. L’assenza di grandine e di peronospora ci permette di guardare alla stagione con un po’ di fiducia, anche se sappiamo bene che in campagna è sempre presto per cantare vittoria.
La vite ha ancora davanti a sé settimane decisive. Luglio e agosto saranno fondamentali per capire come proseguirà la maturazione e che tipo di equilibrio riusciremo a portare in vendemmia.
Oggi, però, possiamo dire che la vigna è sana, viva, in equilibrio. E questo ci rende positivi.
Come sempre, continuiamo a osservarla, giorno dopo giorno.